Disabilità e lavoro: il seminario ACAI alla Statale di Milano
Alla vigilia della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità che si celebra il 3 dicembre di ogni anno, ACAI ha partecipato al Seminario “Talenti e Lavoro. Verso un consapevole percorso di inclusione delle persone con disabilità”, organizzato dal Servizio Nazionale per la Pastorale delle Persone con Disabilità in collaborazione con l’Ufficio Nazionale per i problemi Sociali e il Lavoro della Conferenza Episcopale Italiana.
L’evento su disabilità e lavoro si è svolto presso l’Università degli Studi di Milano in via Festa del Perdono ed è stato aperto da interventi istituzionali di Marina Brambilla (Rettrice dell’Università Statale di Milano), Mons. Mario Delpini (Arcivescovo di Milano), Danilo De Biasio (Direttore della Fondazione Diritti Umani), Luca Fanucci (Presidente della Conferenza nazionale universitaria dei delegati per la Disabilità) e Vincenzo Falabella (Presidente della Sish).
I temi della prima sessione plenaria
La prima sessione in forma plenaria è stata dedicata ai temi del linguaggio e della comunicazione, della formazione rivolta alle persone con disabilità e al diritto al disabilità e lavoro. I lavori hanno evidenziato argomenti importanti che ancora necessitano di interventi per favorire un vero salto di qualità.
Nonostante il dettato costituzionale (art. 4) che riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro, la strada per garantire questo diritto a persone con disabilità è ancora lunga, sia in termini di superamento della discriminazione sociale che di promozione delle condizioni che valorizzino ogni persona.
L’evoluzione dalla emarginazione all’inclusione
Nel corso della storia più recente, si è passati dalla vera e propria emarginazione della società alle persone fragili, alla fase di inserimento, fino ad arrivare ad una vera integrazione prevista dalle direttive Europee. Oggi, finalmente, occorre puntare alla valorizzazione dei talenti.
Sono stati identificati alcuni concetti imprescindibili per le buone prassi nel mondo del lavoro:
- Nel rapporto salute/contesto non è da ricercare cosa manca a una persona ma cosa manca al contesto per valorizzare la persona
- La ricerca della continuità nelle traiettorie di inclusione passa dalla centralità della persona rispetto al profitto
- La normalità è aleatoria: occorre diffidare di tutte le parole che iniziano per “norma”
Le buone pratiche per l’inserimento lavorativo
ACAI ha seguito in particolare la sessione dedicata a “Buone pratiche per l’inserimento lavorativo per le persone con disabilità”, che ha previsto testimonianze di:
- Alberto Fontana – Direttore della cooperativa sociale “Spazio aperto”
- Giovanni Merlo – Direttore di Ledha (Lega dei diritti delle persone con disabilità)
- Simona di Marzo – Disability manager presso la cooperativa sociale “Alveare”
- Alessandro Figini – Responsabile dell’Area Disabilità della cooperativa sociale “La cometa”
Il ruolo del Collocamento mirato
Elena Garbelli, responsabile del Servizio Occupazione Disabilità del Collocamento mirato di Milano, ha ricordato che sono 12.000 le imprese che occupano più di 15 lavoratori e meno di 150, e quindi in obbligo di garantire assunzioni a personale con disabilità.
Ha sottolineato le forme di accompagnamento reso dal suo ufficio alle aziende perché venga rispettato l’obbligo previsto dalla Legge n. 68 del 1999, in particolare sulle possibilità offerte dalle convenzioni ai sensi dell’art. 14.
Le convenzioni con le cooperative sociali di tipo B
Secondo l’art. 14, il datore di lavoro privato può affidare una commessa di lavoro a cooperative sociali di tipo B (cooperative che svolgono attività produttive e di servizio dedicate all’integrazione lavorativa delle persone svantaggiate, comprese quelle con disabilità).
La cooperativa assume uno o più lavoratori con disabilità, che possono essere computati nella quota d’obbligo dell’azienda. Attraverso la stipula di una convenzione firmata da azienda, cooperativa e Città Metropolitana, è possibile coprire l’obbligo di assunzione secondo i massimali definiti dall’attuale accordo quadro.
Il diritto di reddito e l’alleanza con le istituzioni
Giovanni Merlo di Ledha ha ricordato come al diritto di reddito si deve accompagnare la possibilità di assistenza, affinché diventi alleanza con le istituzioni e non solo.
I lavori sono stati conclusi da Monsignor Maurizio Gervasoni, che ha sottolineato come occorra un atteggiamento umile volto alla ricerca della verità, poiché esiste una correlazione forte tra disabilità e desiderio, inteso come desiderio di etica.
Accedi al materiale del seminario
Per approfondire quanto emerso durante il seminario, è possibile scaricare il materiale della giornata collegandosi al portale Chiesa Cattolica Italiana.





