Rispetto territorio: le devastazioni alluvionali dell’Emilia Romagna
Non possono certo lasciare indifferenti le immagini delle devastazioni alluvionali che hanno colpito l’Emilia Romagna, mettendo in ginocchio una regione tra le più operose del nostro Paese.
Frane, smottamenti, esondazioni causate certamente da fenomeni atmosferici estremi ma che, purtroppo, tirano in ballo anche antiche disattenzioni ed incurie che hanno radici lontane nel tempo. La mancanza di rispetto territorio è una questione strutturale che affonda le sue radici nel modello di sviluppo del nostro Paese.
L’assenza di cultura della prevenzione
Non esiste in Italia una cultura diffusa della prevenzione. E’ questo il punto. Non esiste e non ci interessa affatto costruirla. Come non ci interessa mostrare rispetto territorio nel senso più profondo del termine.
Restiamo una comunità capace di esprimere il meglio solo dinanzi alle emergenze, quando con uno scatto di reni siamo miracolosamente capaci di allontanarci dall’orlo dell’abisso. Dimenticando però, colpevolmente, le cause ed anche i responsabili che ci hanno condotto ad un passo dal baratro.
Interveniamo sempre “dopo”, mai prima
Interveniamo insomma sempre “dopo”, mai prima. Dinanzi alle sciagure ci specchiamo nella professionalità, nel coraggio, nella generosità di quanti puntualmente si adoperano per mettere in salvo persone e beni materiali. Ma poi dimentichiamo in fretta tutto e passiamo ad altro.
Non traiamo mai lezioni da quanto accade al nostro territorio. Ci basta averla scampata in qualche modo, piangendo certamente i morti ma non onorandone poi la memoria facendo in modo che ciò che è avvenuto non si ripeta in altre parti del Paese.
Cambiamenti climatici e responsabilità generazionale
E’ giunto invece il momento di avviare una seria riflessione su come vogliamo affrontare un tema, quello dei cambiamenti climatici e del loro impatto sul nostro modo di vivere, che fortunatamente sta a cuore alle nuove generazioni.
Qui non si tratta più di sottilizzare se è vero o no che certi fenomeni atmosferici ci siano sempre stati, anche se sicuramente non con la frequenza ed intensità con cui oggi si manifestano.
Ospiti, non padroni: la consapevolezza necessaria
Qui si tratta di capire se vi è o meno la consapevolezza di non essere noi i padroni del pianeta, ma solo degli ospiti. E pure di passaggio. E come tali con il dovere di lasciare, a chi verrà dopo di noi, le cose in ordine.
Non siamo i padroni, dovremmo essere invece gli attenti custodi di un ecosistema che stiamo colpendo a morte con scelte strategiche a dir poco egoistiche perché come loro orizzonte temporale hanno solo il presente e si disinteressano delle conseguenze sul futuro.
Questa consapevolezza di dover essere i custodi e non i padroni è largamente ancora da costruire. E deve essere favorita dalle classi dirigenti e dalla politica, attraverso azioni concrete di rispetto territorio e tutela ambientale.
La responsabilità della politica
Politica che ci auguriamo, dinanzi a quanto avvenuto in Emilia Romagna, mostri il suo volto migliore e non ceda alla tentazione di dividersi e speculare su una tragedia che richiede al contrario unità di intenti per lenire, per quanto possibile, il dolore di chi ha perso tutto a cominciare dai propri cari.
Ripartire, riparare, ricostruire, sperare
Solo così sarà possibile ripartire. Solo così sarà possibile riparare, ricostruire, tornare a sperare.
La strada del rispetto territorio è una strada lunga e difficile, che richiede scelte coraggiose e una visione di lungo termine. Ma è l’unica strada che possiamo percorrere se vogliamo garantire un futuro degno alle generazioni che verranno dopo di noi.
Alfonso Scafuro
Presidente Nazionale ACAI





